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Novarius Sector

Le Miniere di Mor... ehm... Karadra

Eden entemankiOramai è chiaro: non c’è altra via se non avventurarsi nella profondità delle miniere.

Mentre i nostri eroi cominciano a prepararsi alla lunga discesa, “Halospike” spiega loro che dovranno riuscire nell’intento nel minor tempo possibile. Lei ha infatti fretta di raggiungere la città di Occhio di Pietra, poiché secondo le sue indagini lì si troveranno alcune delle risposte ai molti misteri che stanno turbando la quiete planetaria.

Comincia così la lunga discesa nell’Abisso.
Il drappello imbocca la lunga scalinata esplorata poche ore prima da Lionus Mercutii mentre cercava “Bones”. La luce sinistra e tremolante proiettata dai globi luminosi retti dalle immense statue di techopreti delle ere passate che sorgono ai loro lati illumina debolmente la loro via.
In fondo al tunnel si ritrovano sul proseguimento della scalinata, ora scoperta, che porta fino in fondo ad una immensa caverna, un autentico labirinto coperto di tubi, cogitatori ed altri e più strani marchingegni.

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L'avventura fin qui
Partite

Così comincia la storia…

Magnus Alabaster è un Inquisitore dell’Ordo Hereticus eccentrico quanto potente. Ama girare con al seguito schiere di accoliti pronti ad obbedire ad ogni suo comando. Ne ha talmente tanti da averli divisi in squadre, ciascuna guidata da uno dei suoi Interrogator più fidati.

Una di queste squadre è quella dei nostri eroi: Haxtes “Bones” Xanthis, uno strano tizio con un fucile da caccia ed il cappello da cowboy e Solaria Magnum, una soldatessa della Guardia Imperiale entrata in servizio per l’Inquisitore qualche mese prima. I due sono al servizio di Delta-13

All’inizio della vicenda l’Inquisitore, con tutta la sua scorta dietro, si trova in visita sul Mondo Alveare di Basilisk. Recentemente Magnus si è recato presso la città alveare di Arca in visita al Logis che lì risiede. Ufficialmente si tratta di una visita di cortesia, tanto per sbandierare un po’ di prestigio e perciò il livello di attenzione è piuttosto basso.
Per tornare alla capitale di Basilisk, l’immensa città alveare nota come Pietrascura, l’Inquisitore ed il suo seguito sono saliti a bordo dell’immensa città semovente nota come RagnoI (è una delle tre città di questo tipo sul pianeta). La città è una specie di “piccolo” alveare (comunque milioni e milioni di persone) costruito su una piattaforma che si muove su otto gigantesche zampe che lo tengono sollevato dal suolo di circa cento metri.

All’inizio dell’avventura vera e propria, come da tradizione, i nostri eroi si trovano in una taverna di uno dei blocchi residenziali del Ragno. Ha un nome tipo il “Mastino Berciante” o qualcosa del genere. “Bones” e Solaria si stanno godendo un tipico drink locale noto come “la melma” e tentando di origliare senza grandi successi alcune conversazioni (in particolar modo quella tra il proprietario del locale ed uno strano vecchietto). Visti i fallimenti in tal senso, dopo aver passato un po’ di tempo a chiacchierare del più e del meno i due decidono di uscire per le strade della città. Fuori c’è una gran ressa e agli angoli delle strade si vedono tanti dei soliti preti-pellegrini che predicano la Fine dei Tempi e della Gloria dell’Imperatore.
Ed è proprio uno di questi ad attirare la loro attenzione. Difatti da un vicolo incastrato tra due alti edifici esce un uomo ferito che indossa delle vesti sacerdotali che una volta dovevano essere pregiate ed una Aquila d’oro al collo. Sostiene, un po’ sotto shock, di essere stato aggredito da una specie di enorme bestia lì nel vicolo. Appellandosi alla fede ed al ruolo di Accoliti dei nostri, li convince ad andare a controllare.
I due si addentrano coraggiosamente nella viuzza alla ricerca di questa mostruosità!
La bestia però è sparita. Nel vicolo giacciono solo due cadaveri e sul pavimento è visibile una grossa bruciatura fumante. L’aria puzza di zolfo e di metallo bruciato.
I due cadaveri si rivelano essere probabilmente due membri di una gang del sotto-alveare, i loro corpi sono coperti di tatuaggi e sono vestiti di stracci e pelli rinforzate. Entrambi sono stati uccisi da degli strani frammenti di cristallo che sono stati sparati o comunque scagliati con grande potenza e precisione colpendo i loro punti vitali. Entrambi sono probabilmente morti sul posto.
Nel giro di poco tempo l’intera zona viene circondata dalle Forze di Difesa Planetaria, assistite dal Lord Maresciallo Marcus Kessel (alcuni nomi potrebbero non corrispondere, ma ho perso il foglio sul quale me li segnavo!) e dal suo Verispex di fiducia, una specie di enigmatico e suonato agente della scientifica

I primi indizi riguardano la natura dei proiettili: si tratta quasi certamente di tecnologia non-umana. Inoltre i tatuaggi dei due morti sono molto particolari e simbolici (anche se nessuno li sa decifrare). Infine i colpi sono stati sparati da due angolazioni diverse, perciò gli attentatori dovevano essere almeno due.

Raccolte queste informazioni i nostri vanno a fare rapporto a Delta-13, ma solo dopo essere passati per casa a prendere il grosso dell’equipaggiamento ed averlo avvisato via radio del loro arrivo.

Ad accoglierli di fronte al portone delle residenze private del Magos (dopo aver attraversato la cattedrale del Culto della Macchina mentre i Technopreti innalzavano inni distorti) trovano Alfred, il Servitore-maggiordomo di Delta-13 (oggi vestito da paggio nobiliare).
Va da sé che l’antico Technoprete non è per nulla contento di ciò che succede ed ordina senza mezzi termini ai due di investigare l’accaduto e di fargli avere i cadaveri. SUBITO.

A questo punto comincia l’azione. “Bones” e Solaria si fiondano alla sede dell’Adeptus Arbitres, dove ottengono di far consegnare i cadaveri a Delta-13. Inoltre vengono a sapere che il vecchio profeta che era stato aggredito è stato rilasciato. Prima di essere rimesso in libertà gli è però stato impiantato un tracciante sottocutaneo. Ai due viene consegnato dunque un Auspex sincronizzato sul segnale di questo tracciante.

Seguendo la traccia i nostri finiscono nel sotto-alveare. Un ascensore li porta in profondità, in un distretto industriale dall’aspetto spaventoso con alte ciminiere che si fondono col soffitto, fabbriche enormi e casolari di pochi piani a perdita d’occhio. Su tutta questa scena troneggia l’immensa fabbrica-cattedrale che si trovano di fronte mentre scendono: enormi vetrate colorate illuminate da fuochi interni tremolanti raffiguranti grandi profeti del Culto della Macchina. Da un soldato di guardia al punto d’arrivo dell’ascensore viene loro spiegato che il punto indicato dall’Auspex si trova in un quartiere povero del blocco.
Senza perdere altro tempo i due lo raggiungono attraversando dedali apparentemente infiniti di strade e stradine affollate fino ad arrivare ad una piazzetta.
Qui vengono a sapere da una vecchia che la zona è piagata da costanti guerriglie tra bande rivali. Quegli strani tizi coi tatuaggi sono ovunque, mentre altri strani tizi incapucciati e loschi si aggirano da qualche tempo nella zona.

Il segnale conduce poco lontano da questa piazzetta, dentro un accesso al sistema fognario. Ad “attenderli” c’è un tizio che si fa chiamare il “Ratto”. Questo è un personaggio losco ma timoroso dell’Imperatore e dato il Mandato Inquisitoriale dei personaggi, mette la sua intera gang a loro disposizione per cacciare i “tizi tatuati” dal suo territorio. La sua banda è composta da una accozzaglia di furfanti, tra cui uno che probabilmente ha sangue ogryn o qualcosa del genere dato che è grosso come un bisonte ed altrettanto furbo.
Il covo dei “tatuati” non è molto lontano e viene raggiunto in poco tempo. Si tratta di una porta in fondo ad un lungo corridoio fognario. Il drappello si avvicina silenziosamente all’apertura preparandosi all’incursione quando…
La porta si apre all’improvviso! Si sfonda verso l’esterno con un rumore assordante, schiacciando contro il muro uno dei Ratti. All’interno si vede finalmente la terribile bestia! Una creatura lucertoloide immensa coperta di scaglie rosse come il sangue e legata con catene di bronzo. La vista è talmente raccapricciante che gran parte dei “Ratti” e anche Solaria Magnum scappano al solo vederla!
Uno dei pochi coraggiosi è il grosso dei Ratti che si avvicina alla porta aprendo il fuoco a nastro col suo mitra pesante. L’unica ricompensa che ottiene dalla sua mossa è una morte rapida quando la bestia gli stacca la testa con un solo poderoso morso!
Poco dietro la bestia si trova una specie di stregone ed alcuni cultisti.

La battaglia è breve ma feroce! Dopo qualche ferita superficiale (ed aver quasi staccato la testa anche al nostro “Bones”) la bestia scompare misteriosamente lasciandosi dietro una bruciatura fumante ed un forte odore di zolfo. Di lì a poco vengono sistemati anche i cultisti ed un misterioso mutante alato armato di spadone che irrompe a metà del combattimento. L’unico a sopravvivere (perché sparisce nel nulla) è lo stregone.

Sistemata la situazione, “Bones” rimane sul posto per fare un sopralluogo, scoprendo il cadavere del vecchio cencioso che per primo aveva incontrato la bestia, mentre Solaria si allontana alla ricerca di aiuto.
Mossa sbagliata.
Nel giro di poco tempo i cultisti sono di ritorno, capeggiati dallo stregone in persona! A “Bones” non resta che barricarsi nella cella col cadavere del vecchio predicatore e pregare.
E le sue preghiere sono state ascoltate dai dadi poiché nonostante la quantità di tiri nessuno dei cultisti supera la prova di forza necessaria a sfondare la porta! Dopo un po’ si ritirano per evitare di affrontare direttamente i rinforzi.
All’arrivo delle forze imperiali Haxtes racconta la sua incredibile storia, ma l’intero covo è stato ripulito e non ci sono prove né tracce della presenza dei cultisti a parte qualche chiazza di sangue e quella strana bruciatura all’ingresso.
Al collo del predicatore viene trovata una collana composta da uno strano disco di pietra nera forato al centro legato al collo con uno spago. La cosa è tenuta di poco conto ed il cadavere viene mandato così com’è (collana inclusa) direttamente ai laboratori di Delta-13.

Il Magos non è molto felice della “scomparsa” delle prove di attività demoniaca ed eretica, ma non si lamenta troppo dei suoi agenti. Su sua esplicita richiesta, visto che le indagini stanno dando forte segno di attività paranormale, viene aggiunto alla squadra Lionus Mercutii, uno Psichico di nobili origini piuttosto eccentrico.

Ai tre viene affidato subito l’incarico di occuparsi personalmente della faccenda in maniera discreta per quanto possibile al fine di evitare di seminare il panico in tutta la città.
Per qualche motivo che mi sfugge (forse semplicemente per il fatto che hanno sentito nominare il posto) i tre decidono di scendere nuovamente nel sotto-alveare e di ispezionare una zona particolarmente malfamata circondante un blocco industriale sigillato noto come il Pozzo Nero. Insomma un vero cattivo non può che nascondersi in un luogo dal nome così maligno!

Purtroppo però non arriveranno mai a destinazione: poco lontano dal perimetro del Pozzo vengono infatti intercettati da un Arcoflagellante che scatena loro addosso una pioggia di attacchi, staccando tra le altre cose il braccio sinistro a Solaria Magnum che sopravvive all’impatto solo grazie alla sua forza di volontà (spende un punto fato).
Tutto sembra perduto quando all’improvviso due esplosioni in rapida successione colpiscono il nemico seguite da una serie di colpi di arma da fuoco. Sono arrivati i soccorsi!
Il resto dello scontro dura poco ed il colpo di grazia spetta giustamente al nostro cecchino.

La “squadra di salvataggio” risulta essere un altro gruppo di accoliti: un Cavaliere di Santa Margareth di nome Severus, un sacerdote imperiale di nome Gaius Zarkov e una piccola criminale del sottoalveare locale con la pelle ed i capelli colorati che si fa chiamare “Calamity”.

Una volta portata in un centro medico la povera Solaria, il drappello si dirige in una serie di piccole gallerie tra due livelli della città. Qui si trova un piccolo bunker fortificato in mano all’Inquisizione dotato di qualche arma e lo spazio necessario a nascondere una decina di persone.
Il Cavaliere ed il Sacerdote, dopo aver fatto giurare a “Calamity” fedeltà all’Inquisizione, svelano di appartenere all’Ordo Xeno e di essere stati inviati per indagare sulla presenza di certi artefatti sul pianeta. Uno di questi era conservato, così è stato loro riferito, presso una base segreta dell’Inquisizione nella città di Arca. Questo oggetto è stato sottratto dalla roccaforte inquisitoriale probabilmente dall’Adeptus Mechanicus o da qualcuno in contatto con loro, poiché un oggetto molto simile fu consegnato al Magos della città. Guardacaso dopo la venuta di Magnus Alabaster l’oggetto era sparito di nuovo in circostanze misteriose. Il loro compito è di tenere d’occhio Alabaster ed i suoi accoliti nella speranza di poter scoprire qualcosa riguardo a questo oggetto. L’unica cosa che è chiara è che l’oggetto è in qualche modo relazionato agli immensi obelischi neri sparsi per il pianeta.

La conversazione viene interrotta da una serie di tremori troppo vicini e forti tra loro per essere provocati dalle “zampe” del Ragno. Dopo un breve blackout a seguito di una di queste scosse il gruppetto capisce che c’è davvero qualcosa che non va. Si armano di tutto punto con ciò che trovano nel bunker (un paio di spade a lama monomolecolare e qualche munizione) e si lanciano fuori per vedere che succede.
Sulle prime a parte il panico della gente non c’è nulla da notare. Qualcuno urla di un attacco, altri sono in preda al delirio più totale. Non è chiaro cosa sta avvenendo finché i PG non lo vedono con i loro occhi.

Una immensa colonna di luce trapassa l’alveare, portandosi via interi quartieri e lasciandosi dietro solo un immenso foro attraverso il quale si vede il terreno a centinaia di metri di distanza. Ognuno di quei colpi si porta via migliaia di persone e quello non è stato il primo né sarà l’ultimo.
Haxtes “Bones” Xanthis approfitta della confusione per staccarsi dal gruppo e raggiungere Delta-13, ma quando arriva lì trova la cattedrale del Culto della Macchina quasi completamente abbandonato e di Delta-13 non c’è nessuna traccia. Nella fuga dalla Cattedrale si trascina dietro anche un Technoprete (al quale non è ancora stato dato un nome).

Nel frattempo il resto del gruppo attraversa la città facendosi largo tra la folla fino a raggiungere uno spiazzo dal quale stanno decollando dei flyer di salvataggio.
Haxtes raggiunge la stessa posizione poco dopo di loro (ed evitando un flyer che gli stava per precipitare addosso a causa della pendenza della città alveare che sta collassando), ma sale su un altro flyer dove è stata caricata la barella di Solaria.

Gli ultimi mezzi di salvataggio prendono il volo giusto in tempo per offrire ai loro passeggeri lo spettacolo più incredibile ed orrendo delle loro vite: il Ragno, sotto i colpi di quello che ormai è ovviamente un bombardamento orbitale, sta collassando e nel giro di pochi minuti che sembrano un’eternità collassa sul fianco di una montagna, portandosi via con sé milioni di vite in pochi istanti.

Poco dopo uno strano individuo estrae un piccolo proiettore, mostrando un’immagine nella quale si vede chiaramente il cadavere dell’Inquisitore Magnus Alabaster e sopra di lui una figura ammantata in vesti grige che tiene fra le mani un amuleto identico (forse addirittura lo stesso?) che il vecchio predicatore portava al collo: una pietra forata tonda.

Non finisce qui.
Chi ha progettato l’attacco vuole andare fino in fondo e tutti i flyer intercettati vengono sistematicamente abbattuti da delle strane navicelle argentee dalla forma a goccia armate di armi al plasma.

Chi per pura fortuna, chi spendendo Punti Fato, tutti i personaggi sopravvivono all’impatto (compresi i PNG: Technoprete senza nome e l’Interrogator, della ladra colorata per ora non si hanno tracce) e Solaria un po’ per le cure, un po’ grazie alla sua forza di volontà, riesce a scrollarsi di dosso l’effetto delle ferite e dei sonniferi e si riequipaggia con quel che trova. Purtroppo però il braccio sinistro dal gomito in giù è completamente perso, rimpiazzato da uno scheletro di mano in acciaio.

Tutti si riuniscono alla zona d’impatto di uno dei flyer e nel giro di poco tempo decidono di fuggire nei boschi verso le montagne poco lontane, incalzati dall’atterraggio lì vicino di una di quelle strane navette argentate.

Nel bosco preparano un’imboscata nel caso qualcuno li stesse seguendo. Infatti è così e nel giro di soli due round ingaggiano e distruggono i loro inseguitori. Tutti tranne uno muoiono. Quest’ultimo viene interrogato piuttosto bruscamente da Solaria Magnum, ma non appena sta per cedere una voce che non è la sua afferma qualcosa con sprezzo prima che il collare attivato a distanza si attivi, recidendogli la testa di netto.

Gaius Zarkov si prende brevemente cura delle loro anime pregando e bruciando incensi, ma si deve sbrigare: sono stati individuati e potrebbero piombare loro nuovamente addosso da un momento all’altro!

Comincia così l’ascesa verso le montagne che li terrà impegnati per tutta la giornata. (Flash Forward) Il gruppo scopre che quello che pareva un sentiero in realtà è una strada antica semidistrutta che attraversa le montagne. Al calar della sera raggiungono un piazzale. Questo è un ampio spazio semicircolare scavato nella montagna. Si può intuire da fuori che all’interno della montagna il cerchio si completa e che l’immensa parete incastonata nella roccia a metà altro non è che un immenso portone sul quale è stato inciso il sigillo dell’Adeptus Mechanicus. Il Technoprete del gruppetto si mette subito al lavoro sui comandi, ed in breve riconosce che si tratta di una specie di rifugio a giudicare dai dati raccolti.
Subito comincia la discussione: attraversare il portone o proseguire lungo la strada? Con la sola opposizione di “Halospike” (che tra l’altro si scopre solo ora essere una donna) e Haxtes “Bones” Xanthis, il gruppo decide di attraversare il portone e cercare di attraversare le montagne passandoci sotto.
Il Technoprete si mette subito al lavoro e dopo una lunga serie di operazioni (e snervanti suoi emessi dal distorsore vocale) riesce ad aprire il portone.

Il piazzale che si vede all’interno completa il semicerchio che già si vedeva all’esterno. Sopra la caverna scavata nella roccia troneggia una immensa cupola finemente incisa con rilievi raffiguranti scene di lavoro industriale, sovrastate da macchine di complessità inconcepibile. L’immenso piazzale semicircolare è cosparso di detriti e macchinari vari (principalmente disegnati per il lavoro in miniera, pare), mentre sul lato opposto da quello dal quale sono entrati gli Accoliti, al centro del semicerchio disegnato dalle pareti, si intravede un’apertura che da su un corridoio illuminato da globi fluorescenti retti da immense statue di Technopreti.

Il giorno però è stato lungo e così il drappello di Agenti del trono decide di riposarsi nascosti tra le macchine disseminate sul piano.
Tutto procede tranquillamente finché Lionus Mercutii non ha uno strano incubo nel quale scende le scale del corridoio con le statue in fondo alle quali trova Haxtes “Bones” Xanthis ridotto ad un Servitore. Svegliatosi, subito comincia a cercarlo senza successo. L’unica opzione che gli rimane è scendere le scale.
Alcuni degli Accoliti lo seguono giù per la scalinata infondo alla quale trovano “Bones” svenuto. Scoprono anche che la scalinata prosegue oltre a quella che pareva la “porta d’uscita”, scendendo in una immensa caverna interamente coperta di tubi, cavi, Cogitatori ed altri macchinari ancora più strani. Lionus sonda il Warp con le sue capacità e sente una forte Presenza Psichica che lo inquieta.

Appena risalite le scale non ci mettono molto a decidere di abbandonare quel posto maledetto e al Technoprete viene imposto di riaprire il portone d’entrata.
Obbediente, il Sacerdote del Culto della Macchina si avvia ai comandi, ma quando li raggiunge un urlo terrificante fuoriesce dai suoi riproduttori vocali! I comandi sono stati sabotati!
Ancora peggio: la console di comando è coperta e circondata da rune dipinte col sangue che “Halospike” identifica come sigilli protettivi dell’Ordo Malleus.

Non c’è modo di sfuggire alla caverna se non attraversarla…

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